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Comunicazione: il Fertility Day dal punto di vista tecnico

Comunicazione: il caso Fertility Day

comunicazione fertility dayComunicazione appunto, attualissima la notizia dell’errata campagna di comunicazione del Fertility Day, che segue una prima campagna fallimentare. Non entriamo nel merito dell’opportunità dell’immagine (che vedete qui sotto), già sono state spese abbastanza parole. Sicuramente però vogliamo porre l’accento su due cose. Già sulla nostra pagina fb avevamo riportato un primo errore nella locandina. La I di “corretti” è più grande del resto del testo. Come è potuto accadere? Probabilmente il grafico ha selezionato il testo per rimpicciolirlo ma dalla selezione è sfuggita la I che è rimasta così di 1 o 2 punti più grande; ma non solo, se si guarda bene l’immagine la à di infertilità ha l’accento che si va a toccare la lettera posta sopra: cliccando l’immagine qui a lato potrete verificare voi stessi! Questi due errori sono piuttosto gravi in quanto denunciano approssimazione, ogni volta che esce una comunicazione di questo tipo è un danno per la categoria che ha professionisti validi e attenti, ed è evidente che la bozza della comunicazione non è stata controllata bene nemmeno dal committente, altrimenti queste cose sarebbero evidenziate e sarebbero state corrette.

L’ultima riflessione ci porta al secondo punto: la giustificazione della ministra Lorenzin che potete vedere in questo video, vi consigliamo di ascoltarla e guardarla con attenzione e solo successivamente proseguire nella lettura.

Fatto? Bene, come è stato detto da più parti le immagini sono state prese da Shutterstock per pochi euro, sito di banca dati di immagini (tra parentesi, usate fotografi professionisti come Anna Gugliandolo per la vostra comunicazione, distinguetevi!) dove è il problema della giustificazione della Ministra? Beh, lei asserisce che la comunicazione, nella versione vidimata ha l’immagine “sfocata dove non si vedono i colori, che addirittura sembra un disegno”, ma questo è ovvio e chiunque lavora in comunicazione sa che quando si comprano immagini a pagamento nella bozza viene inserita un’anteprima, di bassa qualità, sfocata che è quella che fornisce il sito. Dopo l’approvazione viene comprata e inserita l’immagine definitiva scelta dal committente.
Quindi è chiaro che la giustificazione è peggio del danno, anche perché la locandina con le immagini sfocate ha un pessimo rendimento, e se fosse stata approvata in quel modo sarebbe stata magari politically correct ma, se possibile, ancora più brutta e inefficace!
Che ne pensate? E voi avete esempi di pessima comunicazione da portarci?

Gianluca Marconi

About Gianluca Marconi

Gianluca Marconi, alto, biondo, con gli occhi azzurri ma non figo, si occupa di stampa digitale da 13 anni. E' anche appassionato di referral marketing al punto di averne fatto una seconda attività.

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